Parmonval guarita dalla cura Cerro: “Analysis e mio padre i miei segreti”

Palermo – A soli 28 anni, ma con già tanta esperienza alle spalle, Giuseppe Cerro ha debuttato in Eccellenza, lo scorso novembre, come allenatore della Parmonval. Subentrato in una situazione di classifica pesante, il neo mister ha stupito tutti, guarendo la squadra e partendo al massimo. Ma la storia di Cerro, figlio d’arte e match analyst, non si limita al rettangolo di gioco di Mondello. Ne ha parlato lui stesso ai microfoni di Sicilia Sportiva.

Mister, la Parmonval ha ben risposto alla cura Cerro ed ha macinato tanti punti dal suo avvento in panchina. Sei risultati utili consecutivi, poi la sconfitta di misura ad Alcamo. Che bilancio fa della sua avventura, alla vigilia del girone di ritorno?

“Di sicuro i risultati ci sorridono. Abbiamo fatto quattro vittorie, due pareggi ed una sconfitta. Penso sia un andamento di tutto rispetto, per una squadra che si ritrovava in piena zona playout e punta alla salvezza. Fin dal mio arrivo, i ragazzi hanno sempre dimostrato di essere vivi, da tutti i punti di vista. Quando sono subentrato io, la Parmonval aveva alle spalle due sconfitte consecutive, con otto punti in otto partite. Cambiare verticalmente rotta non era semplice, ma ce l’abbiamo fatta. Quanto ad Alcamo va bene così, secondo la legge dei grandi numeri è anche fisiologico che sia arrivata la sconfitta. Stiamo bene, penso che abbiamo fatto ciò che dovevamo fare e per questo ringrazio i miei ragazzi, da subito a mia disposizione. Non posso che essere pienamente soddisfatto”.

Mercoledì 6 gennaio affrontate in trasferta la capolista Sancataldese. Una partita interessante, che forse vi farà capire dove potete arrivare.

“Andiamo a giocare in casa della prima forza del campionato, è giusto aspettarci una partita importante. Restiamo coscienti del fatto che il nostro obbligo è salvarci ed il loro obiettivo è la vittoria finale. Non abbiamo nulla da perdere, andiamo a San Cataldo con la mente sgombra ed il cuore libero, con la voglia di fare risultato e senza paura di perdere”.

Lei non è solo un allenatore, ma anche un match analyst, figura professionale moderna che possiede molte competenze in più rispetto al patentino UEFA B. Il suo esordio in Eccellenza è stato dunque propiziato da questo lavoro, ancora poco conosciuto tra i dilettanti.

“Sono stato uno dei primi 35 match analysts abilitati a Coverciano. Ho sostenuto un corso della Siks, ente privato che si occupa di quest’ambito, ricevendo un attestato che a tutt’oggi non viene però riconosciuto ufficialmente. Mi sono quindi formato con professori di alto livello, tra cui anche il video analista della nazionale. Questa mia passione mi ha permesso di migliorare le squadre in cui operavo. È sì il mio esordio in panchina, ma solo quanto alle categorie senior. Posso dire che la mia strada era già tracciata. Allenavo il settore giovanile da undici anni, la juniores da due. Ho avuto un padre che ha fatto il professionista, che mi ha guidato secondo la sua esperienza sia da calciatore che da allenatore”.

In che modo la match analysis può aiutare un tecnico nel suo lavoro con la squadra?

“Gli ambiti sono diversi. Lo studio di un avversario, ad esempio, ti rende più facile il lavoro settimanale. La match analysis studia i punti di forza e di debolezza  di chi incontri nella giornata successiva, ma ti rende anche più credibile davanti alla squadra. Se infatti i ragazzi vedono in campo la domenica ciò che hai descritto, capiscono l’importanza del lavoro fatto  e migliorano la loro fiducia nell’allenatore. Alla Parmonval questo sistema funziona. Sia i grandi che i giovani hanno potuto testare le mie competenze, per le quali sono il loro tecnico. Lo scorso anno, in questa squadra, sono stato vice di mister Pensabene. Lui si è avvalso di queste metodologie, ma in Eccellenza e Promozione è davvero difficile fare match analysis. Lo scorso anno mi sono occupato principalmente di fare “team studio”, cioè di osservare la mia squadra. Martedì lavoravo col mister e mercoledì la squadra aveva già a disposizione delle tracce video, su cui studiare gli errori per non ripeterli. Nel dilettantismo, anche se c’è ancora poco per fare un lavoro completo, non va dimenticato che questo tipo di applicazione tecnica è il futuro del calcio e che già adesso è utilizzato nei campionati professionistici. A mio avviso, solo così il calcio può progredire”.

Quali strumenti sono facilmente fruibili alle squadre del calcio dilettantistico?

“Ci sono vari strumenti utili, di cui alcuni anche gratuiti. GoalShouter, ad esempio, è un app utile e che io ed alcune squadre utilizziamo per raccogliere dei dati. Poi lo stesso MovieMaker, presente su tutti i computer, può aiutare nel montare un video in cui sottolineare delle fasi di gioco, ma è molto meglio LongoMatch, altro software gratuito, nonché specifico, che consente ad un allenatore di costruire al meglio la video analysis da proporre alla squadra. Purtroppo nelle società minori siamo frenati dalla difficoltà ad ingaggiare materiale umano. Spesso ci si può permettere uno staff tecnico composto da sole due persone e questo non aiuta”.

Cosa pensa di questo girone A di Eccellenza? Vede una favorita?

“In campionato vedo un assetto molto equilibrato. Ogni domenica abbiamo sempre un paio di risultati che ci sorprendono. Alla fine, secondo me, farà più strada la squadra con una base societaria forte alle spalle. Questa descrizione dovrebbe coincidere con il Gela”.

La sua è quindi un’avventura che comincia bene, nel segno di un padre che le ha lasciato tanto anche nell’ambito calcio.

“Mio padre è scomparso a novembre del 2014. Da allora ho sempre “usato” i suoi consigli nell’andare avanti dal punto di vista professionale. Dovrò fare a meno della sua presenza, ricordando però tutto quello che mi ha insegnato. Da lui ho imparato anche che l’umiltà è la migliore delle armi. Mi aiuterò con lo studio e con chi mi sta quotidianamente vicino, ovvero mia madre e mia sorella”. 

Enzo Cartaregia

(Visited 477 times, 1 visits today)