Sinagra, Ioppolo: «Salvezza un’impresa, in Promozione per migliorare»

Sinagra – Una piccola impresa. Il Sinagra Calcio ha centrato la salvezza nel girone B di Promozione per il terzo anno consecutivo, il secondo dopo aver disputato un faticoso play-out. L’annata dei nebroidei è stata però molto tribolata. Il mantenimento della categoria è arrivato grazie al pareggio per 1-1 dopo 120′ contro il Merì ma ci sono voluti nervi saldi, spirito di sacrificio e grande determinazione per portare a casa l’obiettivo. Conscio di tutte le difficoltà patite dai suoi ragazzi è il tecnico dei giallorossi, Andrea Ioppolo, che ha parlato di quest’ultima stagione complicata ma chiusa col sorriso dal suo Sinagra.

Mister Ioppolo, anche questa volta ce l’avete fatta. Per il terzo anno consecutivo è arrivata la permanenza in Promozione del suo Sinagra. Quanto è stata dura? 

«Ce l’abbiamo fatta ma è stata una piccola impresa. Credo questa sia stata la stagione più tribolata e complicata da quando siedo su questa panchina. Mai come quest’anno devo ringraziare i ragazzi per l’applicazione e la voglia che ci hanno messo per centrare questo risultato. Rispetto all’anno scorso la squadra è stata indebolita, abbiamo perso qualche pezzo e non lo abbiamo rimpiazzato a dovere. A campionato in corso, poi, abbiamo dovuto fare di necessità virtù con Tuccio e mio fratello (Daniele Ioppolo, ndr), che per motivi personali e di lavoro non hanno potuto più essere presenti al 100%. Basti pensare che abbiamo giocato il play-out con quattro under e che al 60′ Daniele è dovuto andare via per prendere un volo per far capire a tutti che miracolo abbiamo compiuto. Qualcuno in campo si è chiesto “Ma questo dove va, siamo pazzi?” (ride, ndr). Penso, comunque, che ce la siamo meritata».

Andando ad analizzare i meri numeri, il grande problema del Sinagra è stato l’attacco: solo 23 reti realizzate, meno addirittura della Messana…

«Meno della Messana e credo l’attacco più asfittico di tutti e quattro i gironi di Promozione! L’ho detto prima, la squadra rispetto alla passata stagione era più debole, anche numericamente. Sinagra è una piccola realtà, non possiamo permetterci chissà quali investimenti. Avevamo puntato molto su Onofaro, purtroppo per noi Ivan non si è integrato al meglio e a dicembre ha preferito andare via. Mancuso ha fatto le valigie, è arrivato Calabrese che però non poteva essere sempre presente e ci siamo ritrovati solo con Fazio e Bucale come attaccanti di ruolo. Con Tuccio a mezzo servizio, poi, il nostro potenziale offensivo era ridottissimo. La squadra ha dovuto lavorare ancora di più per raggiungere questo straordinario risultato».

Il risultato della salvezza è arrivato dopo il play-out contro il Merì. 1-1 al 120′ dopo essere passati subito in svantaggio. Quanto è servita l’esperienza dell’anno scorso e che pensieri hai avuto dopo essere andato sotto?

«Credo che l’esperienza dell’anno passato sia stata utilissima. Chi c’era dodici mesi fa era molto più tranquillo, la tensione era diversa, positiva. Il gruppo ha preparato al meglio la partita e fortunatamente il risultato ci ha premiati. Certo, prendere gol dopo nemmeno 5′ non è stato semplice da assorbire a livello mentale. In panchina pensavo fosse davvero una stagione stregata. Poco dopo il loro vantaggio si è pure fatto male Fazio, il nostro unico attaccante in campo, ho avuto brutti pensieri. Poi il rigore di Gaudio ci ha regalato l’1-1 e da lì onestamente non abbiamo sofferto più di tanto, anche se facevamo fatica a pungere. D’altronde il pareggio ci bastava. È andata bene, dai…».

Il pareggio bastava per la posizione in classifica dopo la stagione regolare. Quanto ha pesato il fattore campo nello scontro diretto?

«Tantissimo. Non tanto per il risultato sui 120′, a campi invertiti non so come sarebbe andata ma certamente gli atteggiamenti delle due squadre sarebbero stati diversi. Più che altro è stato fondamentale l’apporto del nostro pubblico. Ritengo che sia stato il tifo il vero fattore decisivo in un incontro giocato sul filo del rasoio e con i nervi a fior di pelle. Grazie ai nostri sostenitori siamo riusciti a salvarci, regalando una grande gioia ad un’intera comunità».

Recentemente hai rilasciato un’intervista in cui è stata messa in dubbio la partecipazione del Sinagra al prossimo campionato di Promozione. Dubbio reale o solo un qui pro quo?

«Nessun dubbio, il tuo collega ha semplicemente equivocato una mia risposta. Per una società come il Sinagra non è facile ogni anno reperire i fondi per partecipare ad un torneo come la Promozione, la dirigenza fa enormi sacrifici per mantenere la categoria. Quest’anno alcune cose sono state improvvisate o fatte all’ultimo minuto. Io ho solo detto che ci devono essere le condizioni per affrontare la Promozione nel modo più giusto, per migliorarsi e non annaspare per un’intera annata. Il Sinagra disputerà il prossimo campionato di Promozione, semplicemente dobbiamo programmare il futuro a breve termine con la società e ancora non ci siamo seduti insieme per parlarne, tutto qui».

Sinagra in Promozione, dunque. E Andrea Ioppolo? Resterai al Sinagra, in Promozione, o sei pronto per una nuova avventura, magari in Eccellenza? Hai ancora stimoli per sedere sulla panchina giallorossa?

«Assolutamente. Allenare è uno stimolo grandissimo per me. Non ti nego che dopo tre anni di bassa Promozione mi piacerebbe affrontare una nuova sfida, magari puntare ai play-off. A Sinagra è difficile ma questa è la mia seconda pelle, non mi pesa lottare per non retrocedere. È ovvio che si punta sempre a migliorare, quindi se ci fosse la possibilità di allenare una squadra da play-off non mi tirerei indietro. Per quello che riguarda l’Eccellenza, forse ti sorprenderò ma non mi sento ancora pronto. Io credo che le cose vadano fatte gradualmente, passo dopo passo. Un altro paio di anni in Promozione accrescerebbero la mia esperienza e le mie capacità. Sono una persona umile, non voglio accelerare i tempi. Comunque non chiudo del tutto alcuna porta, nel calcio non si sa mai».

Francesco Gugliotta

(Visited 126 times, 1 visits today)