Promozione B: L’Iniziativa vince il ricorso, 0-3 all’Acquedolcese che minaccia ritiro

Acquedolci – Sconfitta per 0-3 a tavolino per l’Acquedolcese. Questa la decisione del giudice sportivo, Ing. Pietro Accurso, a seguito dei fatti avvenuti qualche giorno fa durante l’incontro di Promozione B tra la formazione biancoverde e L’Iniziativa San Piero Patti.

La gara, terminata sul campo 1-0 per i padroni di casa, era stata interrotta al 22′ del secondo tempo causa uno schiaffo che Antonio Alioto, calciatore dell’Acquedolcese in panchina, aveva sferrato al primo assistente arbitrale a seguito della sua espulsione, comminata dall’arbitro per contegno irriguardoso dello stesso Alioto nei confronti del guardalinee. L’Iniziativa aveva quindi presentato ricorso, vincendolo, come si legge dal comunicato ufficiale della LND di seguito riportato.

gara del 12/11/2017 ACQUEDOLCESE – L INIZIATIVA 1-0; Reclamo L’Iniziativa.

Con reclamo ritualmente proposto, la Società L’Iniziativa chiede l’assegnazione della perdita della gara per 0-3 alla Società Acquedolcese o, in subordine, la sua ripetizione, in quanto responsabile, la consorella, dell’aggressione, compiuta da un calciatore di quest’ultima nei confronti di un A.A. il quale, a seguito della violenza subita, non ha potuto continuare a svolgere la propria funzione;

La reclamante fa rilevare l’errore compiuto dall’arbitro il quale, piuttosto che sospendere definitivamente la gara, o proseguirla pro-forma, dopo circa venti minuti di interruzione decideva di riprenderla dopo avere sostituito entrambi gli AA.AA. ufficiali con assistenti di parte; la stessa ritiene che ciò sia consentito, come riferisce la regola 6 del regolamento del gioco del calcio, al punto 4 delle decisioni ufficiali FIGC, solo nel caso di “malessere od infortunio” di un A.A. ufficiale e non certamente nel caso di aggressione allo stesso per cui la fattispecie in questione non può che dare luogo all’irregolare svolgimento della gara con conseguente applicazione della perdita della stessa a carico della Società avversaria; fa poi rilevare il comportamento dei sostenitori della Società Acquedolcese che, influenzando l’arbitro, avrebbe potuto determinare la decisione poi assunta da quest’ultimo;

Con proprie controdeduzioni, la Società Acquedolcese chiede che venga dichiarato inammissibile il reclamo proposto, stante la regolarità della gara, e di dare atto del risultato conseguito in campo; la Società resistente in primo luogo fa presente “come vi fossero tutte le condizioni per il regolare proseguimento della gara che fino a quel momento era stata interpretata in maniera corretta da entrambe le compagini”, smentendo anche quanto sostenuto dalla reclamante circa “un clima surreale ed intimidatorio” che si sarebbe determinato, ciò dimostrato dal fatto che l’arbitro abbia poi ripreso la gara senza ritenere necessario l’intervento delle forze dell’ordine; la Società Acquedolcese ritiene inoltre che l’arbitro, decidendo di riprendere la gara, non abbia commesso alcun errore tecnico visto che questo “è ravvisabile solo in evidenti anomalie nell’applicazione del regolamento e in situazioni (e sono limitate) dove il danno procurato possa avere influito sull’esito della gara” e che lo stesso direttore di gara “ha la facoltà di provvedere alla sostituzione dell’assistente di gara nel caso in cui risulti impossibilitato a proseguire il match per un malessere od infortunio”; per tutto questo, la Società Acquedolcese ritiene assolutamente mancanti i presupposti per potere contestare la regolarità della gara in epigrafe;

Si osserva in via preliminare che non può essere accolta la richiesta di inammissibilità del reclamo avanzata dalla Società Acquedolcese visto che non si ravvisano irregolarità formali nella proposizione dello stesso; Entrando dunque nel merito, esaminati gli atti ufficiali, dagli stessi si rileva che al 22′ del s.t., il calciatore Alioto Antonio, Società Acquedolcese, dopo la propria espulsione per contegno irriguardoso nei confronti di un A.A., colpiva lo stesso con un violento schiaffo all’altezza dello zigomo destro provocando forte dolore tanto da impedirgli di proseguire nell’espletamento della sua funzione e con la necessità di ricorrere a cure presso un Presidio Ospedaliero dove veniva refertato con una prognosi di giorni tre per trauma alla parte colpita; dagli stessi atti, invece, contrariamente a quanto affermato dalla Società reclamante, nulla emerge a carico dei sostenitori della Società Acquedolcese;

Il reclamo va accolto; Infatti, come correttamente evidenziato dalla Società reclamante, ma anche dalla stessa Società Acquedolcese nelle proprie controdeduzioni, il punto 4 della regola 6 del Regolamento del Gioco del Calcio, nelle allegate Decisioni Ufficiali FIGC, confina solo al caso di “malessere od infortunio” di un A.A. la possibilità di sostituire entrambi gli assistenti ufficiali con assistenti di parte, escludendosi in tal modo l’aggressione ad uno degli stessi;

Tale principio è, peraltro, alla base di una delibera della CAF del 15/02/2001, relativa alla gara Camaro/Belpasso del 12/11/2000, con una fattispecie del tutto analoga a quella che qui ci occupa; la stessa, confermando la decisione della Commissione Disciplinare presso il C.R. Sicilia, così deliberava: “Come è stato osservato dai primi giudici. l’utilizzo degli assistenti di parte è consentito, oltre il caso di assenza di quelli ufficiali, quando uno di questi non possa continuare ad espletare il proprio compito “a causa di malessere od infortunio”. Peraltro nella fattispecie non si e trattato di “malessere o infortunio” dipendenti da cause naturali o eventi accidentali. L’assistente si è trovato nella impossibilità di assolvere la funzione assegnatagli in conseguenza dell’aggressione subita ad opera di un tesserato della Società Camaro operato la società è quindi chiamata a rispondere, con le conseguenze previste dall’art. 7, comma 1, del C.G.S.”;

Per quanto sopra;

Visto l’art. 17, commi 1. e 4. b) del C.G.S.;

Si delibera:

Di accogliere il reclamo proposto dalla Società L’Iniziativa non addebitando alla stessa la relativa tassa.

Di infliggere alla Società Acquedolcese la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3″.

A seguito di questa decisione, il club di Acquedolci ha minacciato di ritirare la propria squadra da ogni competizione sportiva.

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