Daniel Ricciardo, da Ficarra alla Formula 1

Messina – Daniel  Ricciardo è sicuramente uno dei piloti più veloci che attualmente può annoverare il Circus della Formula 1. Il pilota con sangue messinese, con il padre originario di Ficarra, ha avuto l’ascesa della sua carriera quando dalla Toro Rosso è approdato nella casa madre Red Bull per sostituire Mark Webber, ritiratosi al termine del 2013.

Il 2014, al primo anno con il team austriaco, Daniel ha dovuto subito confrontarsi con il quattro volte iridato Sebastian Vettel, surclassando sia a livello di prestazioni che nella classifica ottenendo ben 71 punti in più del pilota tedesco. Nello stesso tempo sono anche arrivati i primi successi in carriera in Canada,Ungheria e Belgio. A Montreal, in occasione della prima vittoria in carriera, Daniel è stato bravissimo ad approfittare dei problemi ai freni di Hamilton e Rosberg, che causarono il ritiro del pilota inglese e che costrinsero Nico ad accontentarsi della seconda posizione, importantissima in ottica iridata. A Budapest il trionfo invece arrivò moralmente sul campo perché nel corso degli ultimi giri, con gomme più fresche,il pilota di origini messinesi si rese protagonista di uno splendido sorpasso ai limiti dell’impossibile su Fernando Alonso. Dulcis in fundo, è quindi arrivata la terza gioia a Spa, in una gara che è stata un po’ il deja vu di Montreal. Perché anche qui si verificò una circostanza decisiva, il contatto tra Hamilton e Rosberg, il ritiro dello stesso pilota inglese e il contemporaneo secondo posto del tedesco che decise di non forzare per la lotta della vittoria, pensando soprattutto al campionato.

Alle gioie però fanno da contraltare le delusioni. La più cocente per il pilota di origini messinesi la si è avuta a Montercarlo, quando dopo aver conquistato la pole position al sabato, la domenica accade l’imprevedibile. Nel corso di un pit-stop i meccanici dimenticano la ruota anteriore sinistra nel box, favorendo il sorpasso seppur sul filo di lana di Hamilton all’uscita della sosta, facendo svanire di conseguenza la vittoria sul prestigioso circuito monegasco. Il destino però ha restituito a Daniel quello che gli aveva tolto nel Principato a Sepang. Perché nella gara malese, ironia della sorte, è Lewis ad avere dei problemi quando viene costretto al ritiro a metà gara per la rottura della propria power unit. Tutto questo diventa un assist importante per il pilota di origini messinesi di andare a conquistare la quarta vittoria in carriera. Vero è che venne favorito dagli ordini di scuderia imposti dal team austriaco che fermarono Verstappen nel tentativo di superarlo ma ciò non toglie i meriti del suo trionfo.

Nel 2017 è infine maturata l’ultima gioia della sua fin qui brillante carriera a Baku, anche qui con l’intervento di fattori esterni: la collisione tra Vettel e Hamilton che causò la penalizzazione di entrambi e il conseguente trionfo di Daniel. Da mettere in particolare risalto è il fatto di aver conquistato in due stagioni il podio nella classifica iridata: terzo sia nel 2014 che nel 2016, aggiudicandosi il Mondiale degli umani in entrambe le occasioni dietro ai due piloti della Mercedes, autentici dominatori dell’era ibrida con l’introduzione della power unit. L’imperativo adesso è di ripetere quanto di buono fatto vedere fin qui con la speranza che il motore Renault più aggiornato ed evoluto possa permettere al pilota di origini messinesi di lottare con Hamilton, Vettel e Alonso, per il titolo mondiale.

Danilo Scurria

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