F1: per Ricciardo una prima parte di stagione tra tanti alti e qualche basso

Messina – Due vittorie, quattro ritiri e diverse occasioni mancate per conquistare il podio. La prima parte di stagione di Daniel Ricciardo, conclusasi domenica con il Gran Premio d’Ungheria, ha vissuto vari alti e bassi per diverse ragioni.

Prima fra tutte, perché è stato costretto a fare i conti con una Red Bull che ha dimostrato un evidente gap prestazionale con Mercedes e Ferrari soprattutto dal punto di vista motoristico, visto che la power unit Renault ha palesato di avere ancora un considerevole divario in termini di velocità e potenza rispetto alle unità motrici della casa di Stoccarda e di Maranello. Conseguenza che ha quindi generato dei continui up and down nella prima parte di campionato del pilota di origini messinesi, che ha dovuto anche gestire la rivalità interna con Max Verstappen. Se fino a Montecarlo Daniel ha dimostrato una maggiore concretezza in termini di risultati, complici i continui errori del pilota olandese, da Montreal in poi l’italo-australiano ha incominciato a patire la velocità e la costanza del pupillo di Helmut Marko.

I momenti più belli di questo segmento di campionato sono stati sicuramente la vittoria in Cina, la pole position e l’affermazione di Montercarlo e la bellissima rimonta di domenica a Budapest, gara in cui il pilota di origini messinesi ha forse buttato al vento un jolly per conquistare un’altra vittoria complice una qualifica disastrosa e condizionata nella seconda parte dalla pioggia. A Shanghai, quando tutto sembrava perduto, l’ingresso della Safety Car per il contatto tra Pierre Gasly e Brendon Harltey, ha stravolto completamente la gara di Ricciardo. L’italo-australiano con la vettura di sicurezza in pista, si è dimostrato astuto nell’entrare ai box nel montare le gomme soft per poi rientrare in pista inziando a volare. Con i pneumatici a banda gialla, Daniel nella parte finale della corsa si è reso protagonista di splendidi sorpassi e in rapida successione su Kimi Raikkonen, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Valterri Bottas per involarsi quindi da trionfatore sotto la bandiera a scacchi. A Monaco invece il destino ha restituito a Daniel quello che gli tolse nel 2016. Dopo la pole position del sabato, alla domenica ha fatto il massimo per vincere nel toboga monegasco, ossia uscire in testa dalla Santa Devote, gestire nel modo migliore le gomme per tutta la corsa e non commettere errori tra i muretti di Monaco che possono rilevarsi fatali. Situazioni che Ricciardo ha gestito con una guida divina, che ricorda quella di Senna, Prost e Schiumacher e che ha permesso di trionfare a Montecarlo. Inoltre è stato abilissimo nella seconda parte di gara a gestire nel migliore dei modi la perdita di potenza della power unit Renault e a resistere alla pressione di Sebastian Vettel che si era portato spesso e volentieri in zona Drs senza riuscire a superarlo (complice anche l’impossibilità di compiere sorpassi sul cittadino di Monaco).

Alla gioie fanno da contraltare le delusioni e le chance buttate al vento. Nel primo caso i ritiri del Bahrain, dell’Austria e della Germania (tutti per rotture meccaniche) insieme alla collisione con Verstappen a Baku hanno pesato tantissimo nella rincorsa al terzo posto nella classifica iridata con Raikkonen e Bottas. I podi alla portata ma sfumati in Australia, Canada e Francia non hanno fatto altro che aumentare i rammarichi per quel che riguarda il suo giudizio della prima parte di campionato. La sessione di test collettiva in programma all’Hungaroring tra oggi e domani rappresenterà l’ultima fatica per il pilota di origini messinesi prima di andare in vacanza, in modo tale da ripresentarsi carico e motivato agli appuntamenti di Spa del 26 Agosto e di Monza il 2 Settembre, tracciati però sulla carta sfavorevoli alla vettura austriaca perché è richiesta una grande potenza dell’unità motrice in entrambe le piste, in particolar modo nel Tempio della Velocità. Singapore in programma a fine settembre può probabilmente rappresentare l’ultima possibilità di vittoria della stagione per Ricciardo, in una pista per certi versi analoga a Montecarlo e Ungheria e in una gara dove è reduce da tre secondi posti consecutivi. Chissà che il 16 settembre non possa essere una nuova volta buona per Daniel.

Danilo Scurria

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