F1, incubo senza fine per Ricciardo: a Monza il sesto ritiro

Messina – Un incubo senza fine. Nella gara di Monza, Daniel Ricciardo ha infatti vissuto l’ennesima delusione della stagione con il sesto ritiro stagionale (primatista di questa speciale classifica insieme a Fernando Alonso e Brendon Harthey). Il motivo di tale causa va ricercato ancora una volta nella rottura della power unit Renault avvenuta nel corso del 24esimo giro, che lo ha costretto a parcheggiare la sua vettura all’uscita della Variante della Roggia.

Partito dal fondo dello schieramento di partenza per aver sostituito l’unità-motrice francese prima dell’inizio del fine settimana brianzolo, il pilota di origini messinesi era infatti risalito sino alla zona punti con il sorpasso compiuto su Lance Stroll prima del ritiro di metà gara. Il rammarico come a Spa e Budapest è grande, perché in tutte e tre le gare Daniel poteva sicuramente ottenere di più senza che la sfortuna si fosse messa di mezzo. Se in Belgio domenica scorsa e a Monza il podio poteva essere un obbiettivo alla portata se fosse partito dalle prime file, come dimostrano i due terzi posti conquistati da Max Verstappen (quello di Monza tolto poi dalla Direzione gara per ostacolato Bottas all’uscita della prima variante), in Ungheria c’erano invece tutti i presupposti per poter ambire alla vittoria per le caratteristiche della pista che si adattavano alla Red Bull.

Adesso con l’arrivo della gara di Singapore a metà settembre, Ricciardo potrebbe forse avere l’ultima possibilità di conquistare la terza vittoria della stagione dopo quelle di Shanghai e Montecarlo di inizio campionato. In più in caso di un’eventuale trionfo a Marina Bay, l’italo-australiano riscatterebbe una seconda parte di campionato abbastanza sfortunata, nella quale ha dovuto subire anche la pressione e la velocità di Max Verstappen, visto che l’olandese nella prima parte di campionato è stato protagonista di diversi errori (tra cui l’episodio di Baku con lo stesso Daniel che aveva suscitato una serie di polemiche). Allo stesso tempo sfaterebbe il tabù Singapore, questo perché nella gara asiatica è reduce da tre secondi posti consecutivi dietro Sebastian Vettel nel 2015, Nico Rosberg due anni fa e Lewis Hamilton lo scorso anno. Inoltre a Singapore Daniel potrebbe anche rilevarsi un po’ come l’arbitro nella lotta per il titolo mondiale tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. I tifosi ferraristi forse avranno fatto un pensierino alla situazione che potrebbe verificarsi nel week end di Marina Bay.

Danilo Scurria

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