Futura Brolo, Caserta: «Piedi per terra, pensiamo alla salvezza»

Brolo – Nel girone B di Promozione c’è una formazione che sta stupendo tutti: la Futura Brolo di mister Carmelo Ricciardello. I brolesi, partiti per conquistare una salvezza tranquilla, si ritrovano dopo otto turni nelle zone più nobili della graduatoria. Uno dei pilastri della Futura è il portiere Marco Caserta, un passato in D e tanti successi in Promozione nonostante la giovane età.

Marco, questa Futura dove può arrivare?

«Nonostante il campionato sopra le aspettative che stiamo facendo, il nostro obiettivo rimane sempre la salvezza. Negli anni ho visto squadre finire tra le prime nel girone d’andata per poi retrocedere, vedi ad esempio il Rocca di Capri Leone in Eccellenza tre anni fa. L’importante è continuare così, con grande umiltà e impegno. E se si può puntare a qualcosa di più della salvezza sicuramente non ci tireremo indietro».

La società vi ha chiesto di raggiungere una tranquilla salvezza, ma qual è il tuo personale obiettivo… sinceramente?!

«Il mio obiettivo personale è quello di dar tutto per il bene della squadra. Cerco di allenarmi sempre al massimo perché ho ancora tantissimo da imparare e voglio superare ogni mio limite giorno dopo giorno».

Cosa e chi ti ha spinto a scegliere la Futura?

«Ho visto il calcio sempre come un divertimento. Il direttore Magistro e mister Ricciardello mi hanno esposto un progetto molto simpatico, molti giovani con tanta voglia di crescere, pronti a tutto per migliorarsi e già questo mi aveva convinto. Inoltre mi hanno dato anche l’opportunità di allenare la categoria pulcini, un motivo in più per divertirmi facendo calcio».

Inizio di stagione strepitoso sia per la squadra che per te. I segreti di questo buon andamento?

«Non c’è nessuno segreto. Come detto prima siamo una squadra giovane, fatta da persone umile con poche lamentele e tanta voglia di migliorarsi. Sicuramente è anche merito del nostro staff tecnico: Mister Ricciardello, il Professore Arasi e Mister Catalfamo. Ci mettono grande passione e impegno in tutto quello che fanno».

Un episodio sportivo che non dimenticherai mai?

«Non è facile decidere. Sicuramente la vittoria del campionato a Torregrotta con il Sant’Agata lo scorso anno, il successo a Castelbuono con il Rocca di Capri Leone che ha sancito la vittoria del campionato e la conquista dei play-off con la Tiger ad Adrano contro il Favara. Sono momenti che non dimenticherò mai assieme al debutto in Serie D contro l’Hinterreggio. Ma l’episodio che non potrò mai cancellare dalla mia mente è il gol fatto da 90 metri a Mazzarà con la Tiger nella semifinale play-off».

In quale squadra di Serie A ti piacerebbe giocare e perché?

«In Serie A mi piacerebbe giocare nella Juventus perché è la squadra del mio cuore e potrei allenarmi con Buffon, il miglior portiere al mondo. Però il mio sogno era quello di giocare nel Real Madrid. Mi ha sempre affascinato la camiseta blanca e soprattutto ci giocava Iker Casillas, che è il portiere a cui mi sono sempre ispirato».

I consigli da dare ad un giovane che vuoi fare il portiere?

«Ai giovani portieri dico sempre di non arrendersi mai, di cercare di superare giorno dopo giorno i propri limiti e fissare sempre nuovi obiettivi. Diventare un grande portiere non è una cosa impossibile, l’importante è non mollare mai perché con l’impegno prima o poi arriverà il momento giusto per dimostrare quanto vali».

Adesso dicci chi è il giocatore giù goloso, quello più rompiscatole e quello più sfaticato della squadra?

«Golosi lo siamo un po’ tutti in squadra ma uno ci batte tutti: Peppe Masi. Rompiscatole, in maniera positiva, è Massimiliano Arasi. Ma devo dire che con il suo modo di fare ci trasmette molta grinta. Quello più sfaticato è Alessandro Svelti che con il suo passo sarà pronto a marzo 2017».

Giuseppe Marici

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