Il Sant’Agata vola, Maiorana: «Che gruppo! Il campo…»

Sant’Agata di Militello – Una squadra sola al comando. Il Città di Sant’Agata di Militello è la regina assoluta del girone B di Promozione. Addirittura nove lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica, il Torregrotta, titolo di formazione campione d’inverno già in bacheca e tanta voglia ci proseguire su un cammino cominciato alla grande in estate, con un mercato sontuoso. Il presidente santagatese, Francesco Maiorana, che ha sostanzialmente raccolto il testimone dal suocero Filippo Miracola, è soddisfatto del percorso dei suoi ragazzi ma sa che la strada per riportare il calcio che conta a Sant’Agata di Militello è ancora lunga e irta di ostacoli.

Presidente, tu in prima persona e la dirigenza del Città di Sant’Agata tutta in estate vi siete spesi moltissimo per allestire una squadra in grado di ridare lustro alla vostra cittadina. Ti aspettavi questo cammino eccezionale sin dal principio?

«Sapevamo di aver costruito in estate una squadra ottima per la categoria. Il primo obiettivo fissato con la dirigenza era quello di far rientrare in rosa tanti elementi del comprensorio e penso che ci siamo riusciti. Essere campioni di inverno con due giornate di anticipo è una piccola sorpresa, saremmo stati presuntuosi a crederlo. Ma dopo la partita contro l’Iniziativa San Piero Patti, vinta 2-1 in casa con grandi difficoltà, ho capito di avere dalla mia parte un gruppo unito e in grado di giocarsela fino alla fine per la vittoria di questo campionato, che comunque continuiamo a vivere giornata dopo giornata».

Sabato avete affrontato un’avversaria ostica come il Città di Messina. Nonostante qualche sofferenza è arrivata una vittoria, l’ennesima, molto importante.

«Il Città di Messina è un’ottima squadra che ci ha fatto soffrire. Non era facile affrontare una formazione che è arrivata a Capo d’Orlando intenzionata a riaprire il campionato. Avevamo assenze pesanti tra infortunati e squalificati ma ancora una volta è stata dimostrata la forza del gruppo, che ha sopperito a queste mancanze con grande carattere. Siamo stati bravi e fortunati contro i peloritani, abbiamo recuperato i due punti persi contro l’Acquedolcese qualche giorno fa. Questo è l’imponderabile del calcio».

Parli di gruppo forte e coeso, ma quello del Città di Sant’Agata è anche un gruppo capace di gestire la pressione della “favorita” e non sempre questo è scontato.

«Assolutamente. Ma io credo che alle spalle di una grande squadra deve esserci sempre una società forte che, nel suo piccolo, cerca sempre di non far mancare nulla ai propri atleti. Anche il ruolo dell’allenatore è fondamentale in tal senso. Le grandi vittorie si costruiscono dalle radici, a partire dalla vecchia dirigenza, passando per i magazzinieri fino ad arrivare ai calciatori più importanti. L’insieme di tutte queste componenti fa la differenza, i campionati non si vincono con i nomi ma con il lavoro e l’unione di intenti. Tutti ci aspettano col coltello tra i denti ma i ragazzi hanno sempre risposto presente sul campo e sarà sicuramente così anche contro il Mistretta di Craccò, nostro prossimo avversario».

A Sant’Agata comunque non tutto è rose e fiori. Tasto sicuramente dolente è quello del campo. Quanto è difficile fare calcio senza avere un impianto adatto a disposizione? 

«Questo è il nostro grande handicap. Francamente non è pensabile dover giocare continuamente in trasferte. Noi disputiamo le nostre gare interne a Capo d’Orlando, ringraziamo l’amministrazione comunale paladina per questo, struttura perfetta, ma non è il nostro campo. Credo sia indubbiamente un grave problema per noi e per il nostro pubblico. Il Città di Sant’Agata ha bisogno del suo stadio, non dico già da questo campionato ma quantomeno dal prossimo. Sfidare formazioni blasonate di Eccellenza a Sant’Agata, davanti al nostro caloroso pubblico, avrebbe tutto un altro effetto. Non chiediamo certo la luna all’amministrazione. Inutile pensare a manto erboso o a chissà quali interventi di ristrutturazione, necessitiamo del minimo indispensabile. Ci basterebbe avere degli spogliatoi utilizzabili la domenica per poter finalmente scendere in campo a Sant’Agata di Militello per difendere quei colori, il bianco e l’azzurro, che sono l’identità di un paese e che abbiamo fortemente voluto tornare ad indossare prima di affrontare questa nuova avventura che adesso ci vede protagonisti».

Qual è il futuro del Città di Sant’Agata del presidente Francesco Maiorana?

«Non so per quanto tempo sarò il presidente di questa società che amo tantissimo. Magari dopo di me ci saranno altri presidenti più capaci che porteranno in alto questo club. Quello che posso dire è che da quanto sono il presidente di questa squadra ho messo lavoro, dedizione, passione e amore al servizio di chi fa parte della nostra realtà. L’augurio è che il Città di Sant’Agata possa tornare a fare sognare i propri tifosi nel proprio stadio e nel proprio paese. Stiamo lavorando per questo».

Francesco Gugliotta

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