Innsbruck amara per Nibali

Messina – Dopo i Mondiali di Firenze nel 2013, l’Olimpiade di Rio 2016, da domenica anche Innsbruck. Vincenzo Nibali nella corsa iridata disputatasi domenica in Austria, ha probabilmente sprecato la seconda chance di issarsi sul tetto del mondo che, insieme alla medaglia d’oro mancata in Brasile, ha messo il messinese della Bahrain Merida nelle condizioni di non aver ancora completato il grande slam che solitamente viene richiesto ai grandi ciclisti per entrare definitivamente nella leggenda.

Il titolo iridato sia in Toscana che domenica scorsa è sfumato per circostanze diverse. Se a Firenze, come in Sudamerica due anni fa, era stata una caduta a condizionare l’assalto dello Squalo dello Stretto alla medaglia d’oro, in Austria a fare da ago della bilancia è stata una condizione fisica non al 100%, anche se nei giorni precedenti alla kermesse iridata c’era grande fiducia soprattutto da parte di Davide Cassani e di Nibali stesso. Il selezionatore azzurro aveva dichiarato ad inizio della scorsa settimana che Vincenzo aveva quasi raggiunto il 90% delle proprie potenzialità, esternazione che era stata ribadita dallo stesso Squalo due giorni prima dalla gara austriaca.

La domanda che adesso si pongono tutti gli appassionati di ciclismo è: per Nibali è quindi svanita in maniera definitiva la possibilità di diventare almeno una volta campione del mondo? Sì e no. Nel primo caso la risposta va ricercata nel fatto che difficilmente i prossimi Mondiali saranno adatti alle caratteristiche da scalatore del messinese. A vantaggio dello Squalo dello Stretto c’è comunque l’età anagrafica. Vero è che i quasi 34 anni attualmente sul groppone non impongono a Nibali dei ragionamenti a lungo termine. Altrettanto vero, però, è il fatto che in teoria Vincenzo ha ancora 3-4 anni a disposizione per riprovare ad issarsi sul tetto del mondo. In più la vittoria di domenica a Innsbruck di Alejandro Valverde a 38 anni, dimostra che l’età anagrafica conta fino ad un certo punto, perché sono soprattutto le condizioni fisiche e le caratteristiche del percorso a fare la differenza per diventare campioni del mondo, come dimostrano i tre mondiali conquistati consecutivamente da Peter Sagan, che da sempre recita il ruolo da comparsa nei 3 Grandi Giri.

Archiviata la delusione Mondiale, allo Squalo dello Stretto rimane solamente il Giro di Lombardia come ultimo momento del 2018 dove può ancora togliersi delle soddisfazioni. Tutto questo in una stagione partita con grandi ambizioni ma senza veri lampi ad eccezione della vittoria inaspettata conquistata alla Milano-Sanremo a marzo. La classica d’autunno vinta dallo Squalo dello Stretto lo scorso anno e nel 2015, rappresenta l’ultima possibilità per Nibali di raggiungere la sufficienza nella sua stagione.

Danilo Scurria

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