Ricciardo volta pagina ma restano i bei ricordi in Red Bull

Messina – Cento Gran Premi, sette vittorie, ventinove podi e tre pole position. Daniel Ricciardo nella gara conclusiva della stagione ad Abu Dhabi, ha chiuso con questi numeri la sua esperienza quinquennale con la Red Bull. Un’avventura, quella del pilota di origini messinesi con la scuderia austriaca, fatta di importanti soddisfazioni ma anche di qualche momento poco felice.

Approdato in Red Bull dalla scuderia satellite Toro Rosso ad inizio 2014 al posto di Mark Webber, Daniel durante la prima stagione a Milton Keynes è stato subito costretto a fronteggiare la rivalità interna con Sebastian Vettel. Il pilota tedesco reduce dal ciclo trionfale con la Red Bull, grazie ai quattro titoli mondiali conquistati consecutivamente, si indentificava in un avversario nel quale Ricciardo doveva nutrire un rispetto reciproco e da cui doveva apprendere quelli che erano le pressioni di un top team.

Sebastian comincia però a soffrire maledettamente Daniel, come dimostra la stagione 2014, nella quale il pilota di origini messinesi iniziò subito a stargli davanti già dall’inizio di campionato, stravincendo poi il confronto con il ferrarista a fine stagione con ben 71 punti di vantaggio sul tedesco che a fine 2014 decide di lasciare la Red Bull per approdare in Ferrari. Nella gara d’esordio in Red Bull sulla pista di Melbourne, Daniel si toglie la soddisfazione di centrare uno splendido secondo posto dietro Nico Rosberg. Vero è che venne agevolato dal ritiro nelle fasi iniziali dalla rottura della power unit Mercedes di Lewis Hamilton, allo stesso tempo questo non toglie i meriti della sua bellissima gara d’esordio con l’allora scuderia campione del mondo. Peccato però che la seconda posizione venne poi cancellata nel post Gp e dalla Direzione Gara per il fondo irregolare sulla monoposto austriaca.

Detto che il primo podio per le statistiche matura a Barcellona con il terzo posto dietro Hamilton e Rosberg, è a Montreal che Daniel ottiene probabilmente la prima soddisfazione della sua carriera in Red Bull. In Canada arriva infatti il primo successo in F1 per il pilota di origini messinesi. Vero è che non si è dimostrò superiore in pista ma ha saputo cogliere l’occasione nel modo migliore. Perché è stato bravissimo a sfruttare i problemi di freni che accusarono Hamilton e Rosberg, cosa che ha portò al ritiro il pilota inglese e permise negli ultimi giri a Daniel di attaccare Nico,che decise di non prendere rischi perché si trovava in lotta per il titolo mondiale, per la vittoria finale. La vittoria in Canada non rimane però l’unica soddisfazione personale che Daniel si tolse nel 2014, perché in Ungheria e in Belgio arrivarono per lui la seconda e la terza vittoria del campionato. A Budapest in una gara fortemente condizionata dalla pioggia, Ricciardo azzeccò perfettamente la strategia di montare gomme fresche nelle battute finali della gara, cosa che gli permise di fare due splendidi sorpassi prima a Lewis Hamilton e dopo a Fernando Alonso per quindi involarsi verso la seconda affermazione stagionale. A Spa matura quindi la terza vittoria del 2014, al termine di una corsa nella quale ancora una volta Daniel non si dimostra il più veloce in pista ma è bravissimo ad approfittare di tutte le situazioni che si presentano dinanzi a lui. Perché dopo avere superato Alonso, approfitta del contatto tra Hamilton e Rosberg, che ha portato al ritiro dell’inglese per guadagnare una posizione, dopodiche approfitta anche dell’errore di Vettel e supera nel valzer dei pit stop Nico, cosa che poi gli consente di conquistare la seconda vittoria consecutiva. A fine campionato per Daniel arriva quindi il terzo posto nella classifica iridata, conquistando quello che si può definire il Mondiale degli Umani, visto che Hamilton e Rosberg con la loro Mercedes ebbero tra le mani una vettura di gran superiore della Red Bull.

Detto che nel 2015 non arriva nessuna gioia personale, colpa di una Red Bull non molto competitiva, è nel 2016 che Ricciardo ritorna di nuovo competitivo. Dalla quinta gara in Spagna, è costretto a fronteggiare la rivalità interna con Max Verstappen, pilota olandese che inizia a mettergli pressione già da Barcellona, come dimostra la vittoria conquistata dall’olandese nella gara d’esordio con la scuderia austriaca. Il riscatto per Daniel arrivò, anche se a metà, a Montecarlo. Sul toboga monegasco, il pilota di origini messinesi si toglie la soddisfazione di centrare la prima pole position della sua carriera, in più su un circuito prestigioso dove si esaltano le qualità di guida di ogni pilota. Tutto questo sembra quindi il preludio all’affermazione in terra monegasca. In tal senso, Daniel coltiva il sogno per gran parte della gara, quando alla partenza dopo essere uscito in testa dalla curva San Devote, comincia subito ad imprimere un ritmo forsennato alla gara mettendo anche un buon margine di vantaggio su Lewis Hamilton. Quando tutto sembra andare per il verso giusto, ecco che però avviene il colpo di scena che nega a Daniel la gioia di vincere a Monaco. Nel corso del suo pit-stop per il cambio gomme, i meccanici Red Bull dimenticano la gomma posteriore destra nel garage, cosa che fa perdere molto tempo a Daniel nei box, insieme alla leadership a favore di Lewis Hamilton. Daniel ritornato poi in pista, inizia subito a mettere pressione all’inglese nel tentativo di riprendersi la testa della classifica. In tal senso, rischia forse più del dovuto quando dopo averlo tentato di sorprenderlo dopo la esse all’uscita del tunnel, l’inglese con un po’ di malizia lo porta vicino al muro, col rischio di farlo sbattere e constringerlo al ritiro. Sul podio, la faccia di Daniel descrive perfettamente tutta la sua delusione per l’occasione mancata, perché la vittoria sul toboga monegasca sfumò non per colpa sua, bensi per colpa dei suoi meccanici. Il destino però gli restituisce quello che si tolse a Monaco a Sepang. In Malesia ironia a sorte, è Hamilton ad agevolarlo nella vittoria in Asia. Perché nelle battute finali della gara, Lewis è costretto al ritiro per la rottura della sua power unit quando si trovava in testa, cosa che permette a Daniel di prendersi la leadership della gara. E vero, la sorte lo aiutò ma ebbe il merito di saper resistere all’attacco portato da Max Verstappen, con l’aggiunta del team radio Red Bull che rallentò l’olandese negli ultimi giri per non rovinare la doppietta sotto la bandiera scacchi. A fine stagione, è nuovamente terzo posto nel Mondiale Piloti, anche qui dietro Nico Rosberg ed Hamilton, che anche in questa circostanza ebbero tra le mani una Mercedes che era di gran superiore della Red Bull di Daniel.

Tra il 2017 e il 2018 arrivano per Ricciardo le altre tre vittorie con la scuderia austriaca . Nella prima circostanza, il trionfo maturò a Baku, quando approfittò della lite tra Hamilton e Vettel in regime di safery car, che portò alla penalità di dieci secondi per il ferrarista e al cambio della protezione alla testa sull’abitacolo nella vettura del campione del mondo. Tutto questo, permise quindi a Ricciardo di conquistare la quinta vittoria in carriera e in Red Bull. Il 2018 è invece storia nota, con le vittorie in Cina e Montecarlo e le pole position a Monaco e Citta del Messico ad arrotondare il suo palmares con la scuderia bibitara. Anno nel quale prima di decidere di firmare con la Renault, è stato per diversi mesi uno dei papabili alla successione di Kimi Raikkonen in Ferrari. L’affare che poteva portare Ricciardo a Maranello, è stato per molti mesi molto discusso, in tal senso già si vociferava di un accordo in gran segreto tra Daniel e la Ferrari. A fare da ago della bilancia, è stata la decisione di Sebastian Vettel di porre il veto sull’arrivo a Maranello da parte del pilota di origini messinesi e abbia spinto o per l’ennesima riconferma annuale di Kimi Raikkonen oppure per il salto di Charles Leclerc dall’Alfa Romeo Sauber a Maranello, come avvenuto subito dopo il Gp di Monza.

Danilo Scurria

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