Serie B, Palermo campione d’inverno

Palermo – La storia si ripete. Con la speranza che però vi sia un esito diverso. Il Palermo con la vittoria in esterna sul Cittadella, conquista il titolo di campione d’inverno nella serie cadetta per il secondo anno consecutivo. Un traguardo che giunge al termine del tredicesimo risultato utile di fila centrato ieri pomeriggio con la formazione di Venturato e che ha permesso ai rosanero di andare alla pausa invernale con un margine di cinque lunghezze di vantaggio sulla coppia formata da Pescara e Brescia che hanno chiuso entrambe al secondo posto in classifica il proprio girone d’andata.

L’artefice che ha permesso ai siciliani di ripetere la stessa prima parte della scorsa stagione è stato sicuramente Roberto Stellone. L’ex tecnico del Frosinone, subentrato al posto di Tedino dopo la sconfitta di Brescia e ritornato a Palermo dopo l’amaro epilogo della scorsa annata, si identifica in colui che ha saputo dare il cambio di passo alla squadra. Come? Dandole una giusta mentalità vincente ed esaltando quelle che sono le caratteristiche di tutti i migliori elementi della rosa. Vero è che lui a giugno non è riuscito a riportare i siciliani in A, altrettanto vero è che stiamo parlando di un tecnico esperto e preparato per la cadetteria, che conosce tutte le insidie del campionato e che ha già avuto modo una (storica) promozione con il Frosinone nel maggio del 2015.

Adesso, conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo platonico di campione d’inverno, occorrerà non ripetere più gli errori della seconda parte della scorsa stagione. L’anno passato i rosanero non hanno infatti saputo mantenere la vetta della classifica, lasciando per strada tantissimi punti che ne hanno pregiudicato la chance di poter conquistare la promozione diretta a fine maggio. Sembrerà un paradosso, ma nelle tante occasioni perse dai siciliani nel girone di ritorno dello scorso campionato, è stato un rigore fallito a fare la differenza. In Palermo-Cesena, penultima gara della stagione regolare, se Coronado avesse infatti messo dentro quel tiro dagli 11 metri nel corso del primo tempo probabilmente si starebbe parlando di altro. Ovvero di un Palermo promosso al termine della stagione regolare, con 1 punto di vantaggio sul Parma evitando quindi l’inferno dei play-off poi persi tra le polemiche con il Frosinone.

In ogni caso, il distacco di cinque lunghezze su Pescara e Brescia poteva essere superiore se non si fosse lasciato qualche punto per strada. In tal senso, meritano una degna citazione il pareggio interno con il fanalino di coda Livorno ma anche lo 0-0 sempre al Barbera con il Benevento. Conseguenza vuole che questi quattro punti, persi nelle sfide con i toscani e campani, avrebbero permesso ai siciliani di innalzare a 9 i punti di vantaggio sulle più immediate inseguitrici, un distacco analogo a quello che c’è stato tra la Juventus e il Napoli a conclusione del girone d’andata in Serie A. Poco importa. L’importante sarà invece mantenere gli stessi standard anche nel girone di ritorno, in modo tale da non ricadere nei blackout della stagione scorsa.

In più, dalla parte del Palermo sembra esserci il calendario. Perché, a parte il Pescara, a vantaggio dei rosanero ci sono gli scontri diretti. Verona, Brescia e Lecce saranno tre avversarie che il Palermo riceverà tutte al Barbera nel girone di ritorno, a differenza degli abruzzesi (battuti 3-0 lo scorso 11 novembre in Sicilia). Conquistare 9 punti nelle sfide con gli scaligeri, lombardi e pugliesi, significherebbe quasi certamente mettere un’ipoteca sulla promozione diretta, a patto che si faccia il proprio dovere in tutto il girone di ritorno. Dal 19 gennaio 2019, quando si ritornerà in campo con la Salernitana a Palermo, via quindi alla secondo capitolo di questo campionato. Con la speranza che non venga riscritto l’epilogo della scorsa stagione.

Danilo Scurria

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