Alla scoperta del kite surf

CATANIA, 9 agosto 2009 - Il kite surf è uno degli ultimi nati nella famiglia degli sport estremi. Giunto alla ribalta proprio in questi ultimi anni, riuscendo ad appassionare migliaia di sportivi che non rinunciano a provare l’ebbrezza, la forza e la velocità che si può provare solo su un kite-surf.
Per i neofiti non basterà dotarsi dell’attrezzatura necessaria per iniziare a praticarlo, bisogna ricordare che il kite surf resta una disciplina potenzialmente rischiosa, bisognerà quindi apprendere in maniera graduale l’uso dell’attrezzatura con una pratica progressiva, meglio se affiancati da un bravo istruttore. Come per molte altre cose, l’approssimazione non darà buoni frutti.
Le origini della disciplina, a dispetto delle mode, sembrano risalire al 1999, ad opera di due fratelli, Bruno e Dominique Legaignoux, che hanno brevettato un'ala marina battezzandola con un acronimo: Wipika, che sta per “Wind Powered Inflatable Kite Aircraft”.
In cosa consiste, sostanzialmente il kite surf?
Il kite-surf è il figlio naturale del surf, come tutti gli sport della tavola sul mare, cui è stata aggiunto un’ aquilone che traina il surfer grazie alla forza del vento, riuscendo a fargli raggiungere notevoli velocità e consentogli di esibirsi in acrobazie mozzafiato.
Il kite-surf è anche chiamato kite board o, più di rado fly-surf, ricordando l’affinità dello sport con il volo.
Esistono diversi modi di fare kite-surf, corrispondenti ai diversi modi di “navigare” che tale equipaggiamento consente. Un kite surfer può preferire le onde, il free style o la velocità o ancora il boarder cross uno dei modi più spettacolari di usare il kite surf.